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Rifiuti e ultimatum, le sorprese non finiscono mai - di Lorenzo Quadri PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Redazione   
martedì 19 gennaio 2010

lorenzo_quadri03_prima.jpgProprio vero che le sorprese non fi­niscono mai. Ingenuamente si cre­deva che il Consiglio di Stato aves­se problemi importanti da risolvere.

Ad esempio, tutelare i lavoratori ticinesi dal­le drammatiche conseguenze occupazio­nali della libera circolazione delle per­sone.
Oppure difendere la nostra piaz­za finanziaria, i suoi 15 mila posti di la­voro e le sue entrate fiscali, dagli assal­ti del pittoresco ministro Tremonti e dal suo simpatico carosello di iniziative an­tisvizzere.
La lista potrebbe continuare a lungo.
Ohibò, mai valutazione fu più errata. La priorità del governo è tutt’al­tra: trattasi di imporre alla Città di Lugano di gravare i propri cittadini, ov­viamente in tempo di crisi economica, con una nuova tassa: quella sulla spaz­zatura.

Una notevole dimostrazione di creativi­tà politica, se si pensa che:
a) come detto siamo in piena crisi eco­nomica e da che mondo è mondo, in si­mili circostanze la pressione fiscale vie­ne semmai alleggerita e di certo non ag­gravata ;
b) a seguito della messa in esercizio dell’inceneritore di Giubiasco, i costi dello smaltimento rifiuti sono scesi da 280 franchi /tonnel­lata a 175;
c) A Bioggio il refe­rendum contro l’in­troduzione della tas­sa sul sacco è stato letteralmente plebi­scitato con il 73% dei consensi; in Ca­priasca il referendum sullo stesso argo­mento, in votazione il prossimo 7 marzo, ha raccolto quasi 1500 firme valide, quando ne sarebbero state sufficienti 666.

 

Detto per inciso: il punto b) avrebbe sem­mai dovuto spingere il governo canto­nale a riflessioni di senso opposto a quel­le che vengono invece fatte. Ovvero, avrebbe dovuto suggerire di attivarsi per una diminuzione generalizzata delle tas­se di raccolta e smaltimento dei rifiuti, essendo per l’appunto diminuita la spe­sa di smaltimento: ma per qualche mi­sterioso motivo, di questo minor costo il cittadino non beneficia (mentre, al con­trario, gli aumenti tariffali gli vengono immediatamente notificati).
Invece no: si temeva forse di non essere sufficientemente originali?

 

Lugano, anche per sopperire alle lacu­ne cantonali, ha varato un piano anti­crisi «in proprio» per tentare di venire incontro ai cittadini in difficoltà: con una mano, dunque, bisognerebbe dare, e con l’altra togliere per il tramite di nuo­vi balzelli sul pattume?
Certo: non a tut­ti questa contraddizione toglie il sonno. Il Consiglio di Stato, ad esempio, ci con­vive benissimo, avendola promossa nel campo delle tariffe elettriche, che l’Azien­da elettrica cantonale ha fatto schizza­re verso l’alto mettendo in difficoltà quel­le stesse aziende che il Cantone sovven­ziona nell’ottica anticrisi.
Tuttavia, sa­rà per il clima lacustre, sarà per la dif­ferenza di vegetazione, ma sulle rive del Ceresio sono in molti a faticare ad en­trare in questo ordine di idee.

 

Non ci vuole molta fantasia per imma­ginare che un’eventuale gabella sull’im­mondizia introdotta a Lugano verrebbe referendata in tempo di record (Bioggio e Capriasca docent). Molta di più ce ne vuole per avanzare la proposta formu­lata da chi, sfracellando ogni umana e politica decenza, è arrivato al punto di suggerire che i balzelli sul rüt vengano resi non-referendabili.
Come recita una nota pubblicità: No limits! Diritti popo­lari? «Connais-pas!».

 

Lugano non preleva tasse sulla spazza­tura, finanziando tale servizio di base al cittadino con le imposte ordinarie, che proprio per coprire questi servizi dovreb­bero venire prelevate. Ma questo non si­gnifica assolutamente che la Città gesti­sca la «rumenta» in modo inecologico, avendo svolto – e svolgendo tuttora – un ruolo pionieristico nella raccolta sepa­rata.

 

A Lugano i cittadini non pagano tasse «ad hoc» per il rüt, e così deve con­tinuare ad essere. Disparità di trattamen­to nei confronti del resto del Cantone? La si può risolvere tramite iniziativa popo­lare che, cancellando dalla legge lo sbal­lato principio di causalità, abolisca sif­fatti balzelli da Airolo a Chiasso.

 

Lorenzo Quadri
Municipale di Lugano



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Commenti (5)
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scritto da dama , gennaio 21, 2010

IL gruppo di persone che dovrebbe essere li per governare, in poche parole lo Stato (indendo politici e funzionari con scagnozzi al seguiti che ci costano quasi un miliardo di fr. all'anno di stipendi), queste persone sono nella posizione di poter essere se stessi senza essere disturbati perchè sopra di loro non esiste nessunom almeno su questa terra (per 4 anni). Sono gli intoccabili, gli eletti, i giudici, coloro che hanno il potere di toglierti tutto se non fai come dicono. Sono narcisisti, subdoli, arroganti e prepotenti: dai il potere e il libero arbitrio a una persona con questi requisiti e ti ritrovi con il politico. E' sempre stato così e sempre lo sarà. Se qualcuno osa uscire da questo schema, .... non vive a lungo.
C'è anche un'altra cosa da dire; chiunque fosse nella loro posizione/condizione, si comporterebbe nello stesso modo. Sarebbe portato a farsi gli affari suoi, alisa morte tua vita mia.
Suggerimento: visto che la crescita della personalità di questo tipo di persona, si è fermato ai 7 anni, quando vuoi ottenere qualche cosa, riempiti la bocca di saliva e comincia a leccare, vivono di complimenti e godono a sentirsi dire che senza di loro sarebbe impensabile vivere.
Anche questo fa parte dell'arte di vivere, accettare le cose che non puoi cambiare.
Buona giornata, ora inizio a lavorare.



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scritto da giorgione , gennaio 20, 2010

Ciao dama, ti ringrazio veramente per il complimento che mi hai fatto.
Purtroppo penso che molti politici abbiano perso il filo con il popolo, ormai corrotti dalle varie lobby.
Vuoi sapere l'unico politico che ha fatto qualcosa per il popolo? Si chiamava Albino Luciani noto anche come Papa Giovanni Paolo I e voleva la redistribuzione dei beni e degli averi della Chiesa Cattolica in modo da aiutare i più poveri.
Purtroppo però morì dopo soli 30 giorni di pontificato...



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scritto da dama , gennaio 20, 2010

Sai Giorgione, quanto scrivi è il programma di un politico che ha a cuore il Paese che deve governare, la popolazione che ci abita, è un politico che vede lontano, che sa fare il suo dovere, che ha coscenza e amor proprio. Conosci un politico con queste qualità? Io ne ignoro l'esistenza.


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scritto da giorgione , gennaio 19, 2010

Magari se si risolvesse il problema del lavoro ci sarebbero gia un po più di soldi.
1. I disoccupati guadagnerebbero e pagherebbero più tasse che stare in disoccupazione
2. La gente avrebbe più soldi e spenderebbe di più, se la gente spende di più le imprese hanno più entrate e se le imprese hanno più entrate pagano più tasse, etc...
3. Non scordiamoci che più si spende e più lo stato guadagna soldi tramite l'IVA, imposta sui carburanti, etc...
4. Più gente lavora e meno ce ne sono in disoccupazione/assitenza e quindi meno costi per lo stato.

Io non dico che dando lavoro a tutti si risolvano i problemi, ma di certo lo stato non avrebbe tutta questa acqua alla gola e di conseguenza inventarsi queste tasse così assurde degne di essere seconde solo a quelle del principe Giovanni in Robin Hood



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scritto da dama , gennaio 19, 2010

Il motto è:
"le casse dello stato non devono patire".

Diminuiscono le entrate perchè Tremonti ha fatto ciò che tutti sappiamo? Fa niente si può fare la tassa sul rüt.
Lo stato che è niente altro che un gruppo di persone che sono nella posizione di aiutare in momenti di vacche grasse e parallelamente di toglierti tutto in tempi di vacche magre.

Lo stato o il gruppo di persone NON RINUNCERANNO MAI MAI AL LORO BENESSERE ANCHE A COSTO DI TOGLIERE LETTERALMENTE IL PANE DI BOCCA AL NON STATO, OSSIA COMUNI MORTALI.

Possiamo star qui a scrivere di tutto e di più, ma questo gioco esiste dai tempi dei romani. E' il gioco più vecchio del mondo, esattamente come la prostituzione lo è del lavoro.




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